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14 Dicembre: Mercatino di S.Gottardo

Ci stiamo preparando per il nostro primo mercatino!

Il 14 Dicembre saremo al mercatino nel quartiere di S.Gottardo a Genova per tutto il giorno. Sarà una occasione per conoscerci personalmente, incontrare chi ci sostiene dall’inizio della nostra avventura per tornare a casa e raggiungere nuovi sostenitori. Ci sarà anche occasione per raccogliere contributi per il finanziamento dei lavori, anche grazie alla vendita dei gioielli artigianali offerti dalla carissima amica Valeria che vedete in copertina!

Un sacco di amici parteciperanno con noi, se avete del tempo da dedicarci potete collaborare anche voi … ci sono tante ore da coprire dietro al banco e più siamo più sarà facile raccontare la nostra storia.

 

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Perchè AggioHouse? Abbiamo deciso di partire da noi!

Domenica 12 Ottobre c’era il sole, ma le previsioni per i giorni successivi erano pessime, e se la frana avesse continuato ad inzupparsi d’acqua sarebbe scesa ancora, rendendo irrecuperabile la casa. E’ bastato un messaggio su Facebook e qualche chiamata su Whatsapp: “Alle 14 ad Aggio. Servono pale, sacchetti e teli”. Non c’era ancora la pagina, il sito, il gruppo, c’era solo qualcosa da fare ed in fretta.

Avevamo poco più di tre ore prima del buio e due obiettivi: costruire una diga di sacchetti di terra sotto il guard rail della strada provinciale e coprire con teli di nylon la parte più scoscesa della frana. Mi sembrava impossibile. Ma dopo pochi minuti ecco arrivare i primi rinforzi. Amici di Stefano e Aurelia, abitanti di Aggio, con una pala sulla spalla, un fascio di sacchetti e la faccia decisa.

Iniziamo i lavoro alla frana di Aggio. Ce la faremo prima del buio?

Iniziamo i lavoro alla frana di Aggio. Ce la faremo prima del buio?

Ci dividiamo in modo naturale in gruppi di 3 persone: uno a spalare, uno a tenere il sacchetto ed uno a portare il sacchetto sotto il guard rail. E’ una scena incredibile, una attività brulicante intorno alla frana, una somma che supera la forza dei singoli. Sotto gli occhi attenti del geologo Marco, la terra che invade la provinciale si trasforma in un muro di sacchi. Quando finiscono i primi 50 sacchi comprati in città trattengo una smorfia ed un pensiero: “Ecco è stato bello ma finisce qui. Troppo presto”. Ma ancora qualche telefonata ed un altro appello sui social, ed il miracolo continua. Arriva tra gli altri un signore anziano, con un sacco pieno di sacchetti di plastica di ogni genere: sacchi vuoti di terriccio da giardinaggio, di mangime, di cemento. Raccolti per una vita perchè possono sempre servire. Non ha la forza per spalare ma ha portato una vecchia pala, che alla fine della giornata avrà il manico rotto.

La diga di sacchetti prende forma!

La diga di sacchetti prende forma!

Passano le ore e chi lavora alla diga quasi non si accorge che l’attività prosegue anche sotto il guard rail. Con gli imbraghi da roccia, da speleo e da lavoro recuperati tra gli amici si lavora a coprire la frana con i teli. Il tempo stringe ma il lavoro procede. Stefano con la grazia di un trapezista sovrappeso penzola sul bordo della frana. Mentre lo guardo dall’alto muoversi con determinazione su una frana che minaccia tutto quello che ha costruito in una vita di sacrifici, prendere decisioni, sorridere e scherzare, forse per la prima volta oso dire a me stesso che invece ce la possiamo fare. Quell’amico mi sta insegnando qualcosa:  è così si difende la propria famiglia, con la propria forza moltiplicata dalla fiducia in se stessi e negli altri.

Stefano trapezista sotto la frana di Aggio

Stefano trapezista sotto la frana di Aggio

 

 

Le ore passano e la strada si svuota: non serve più essere in centinaia di persone. La diga copre ormai ed incredibilmente con due strati di sacchetti tutto il tratto di guard rail da dove l’acqua si è incanalata sulle fasce causando la frana. Saranno trenta metri e trecento sacchetti. E’ ormai bui ma serve ancora qualche sforzo per sistemare gli ultimi teli. Non ce la faremo a coprire tutta la frana, ma nemmeno sarebbe utile. Esce una lampada frontale dallo zaino di uno degli amici appesi alle corde e si finisce il lavoro come meglio non si poteva sperare.

Ultimi teli sistemati ormai al buio

Ultimi teli sistemati ormai al buio

Perchè ho scritto tutto questo?

Fin dal primo giorno l’aiuto è arrivato “dal basso”, dagli amici, dal paese, da tutte le persone di cuore che sono state raggiunte dall’informazione di un bisogno e che si sono rimboccate le maniche insieme a noi. Dopo questa prima giornata di lavoro, finita con l’entusiasmo di poter ottenere qualunque risultato, abbiamo iniziato a vedere quello che ancora ci aspetta e renderci conto dell’enormità di quello che c’è ancora da fare.

Le istituzioni hanno i loro tempi ed i loro meccanismi. Il fatto che la frana di Aggio era stata prevista due anni fa, al contrario di accelerare le attività delle istituzioni le ha rallentate. In più l’emergenza non è finita: un mese dopo la frana ed i disastri del 9 Ottobre a Genova e Montoggio altre alluvioni e frane hanno devastato la Liguria e la provincia di Genova, e come nel nostro caso le vittime si sono rimboccate le maniche per sgombrare e ricostruire.

Tutto questo ci ha convinti che dobbiamo tenere viva l’attenzione: dobbiamo continuare a ricordare che il lavoro è appena cominciato e che serve aiuto economico, sostegno mediatico, serietà e costanza nei rappresentanti delle istituzioni, e tutto questo potrà succedere solo se ci muoviamo insieme, senza spaventarci di continuare a raccontare la nostra storia per paura che qualcuno si offenda e continuando a proporre idee ed attività per avvicinarsi al momento di togliere la frana. E questo come lo possiamo fare noi che sosteniamo AggioHouse lo può fare chiunque: ognuno di noi hai il preciso dovere di agire in prima persona moltiplicando le proprie forze grazie alla comunicazione con il vecchio metodo delle telefonate agli amici ma anche con i nuovi mezzi offerti della rete.

Marcello

 

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La Storia di AggioHouse

Sono Stefano Cannatà, ed AggioHouse è il nome che ho dato alla casa della mia famiglia,  in Salita Landolfo 71 ad Aggio, frazione del comune di Genova.

Tornavo a casa dal lavoro verso le 11 di sera di giovedì 9 ottobre, ed ho trovato i miei due bimbi Francesco e Samuele e mia moglie Aurelia sul divano che mi aspettavano.  Fuori la bomba d’acqua stava ancora cadendo e appena entrato Aurelia, mi ha detto di aver sentito tremare il pavimento della sala sotto i piedi. La sua paura si leggeva negli occhi…

Non potevo aprire la porta principale perché il piazzale davanti a casa era allagato dal fango, quindi sono uscito dalla portafinestra del bagno e appena fuori, mi sono reso conto della tragedia.

La frana che incombe dal 9 Ottobre sul tetto di AggioHouse

La frana che incombe dal 9 Ottobre sul tetto di AggioHouse

Guardando in alto verso la strada che passa circa a 300 metri sopra di noi, ho visto che gli orti ed i frutteti sopra casa mia che non c’erano più. Le fasce di terra erano diventate  un’enorme frana, caduta ed appoggiata su casa mia.

Un grande albero stava spostandosi sul mio tetto e mi si è gelato il sangue. Mi sono sentito un topo in trappola e la prima cosa a cui ho pensato è stata quella di portare via i miei bambini. Piangevano avevano paura ma ancora non avevano ben chiaro tutto quello che avevamo perso in un solo momento.  In questo momento il tetto, per fortuna nuovo e solido sta reggendo un notevole peso e non so quanto tempo possa ancora resistere.

La casa attualmente è priva di impianto di riscaldamento e nell approssimarsi dell inverno avremo dei grossi problemi. Per non parlare del pericolo che l’acqua che continua a scendere possa far cadere ancora del materiale e devastare tutto.

Da allora la casa è stata sgomberata dalle autorità, e noi ci siamo stretti a casa dei miei genitori, mentre tentiamo di fare tutto il possibile per mettere in sicurezza la casa.

Diga di sacchi lungo la provinciale Doria Creto

Diga di sacchi lungo la provinciale Doria Creto

Con l’aiuto di tanti amici ed il consiglio di un amico geologo abbiamo tentato di fare una diga lungo la strada che ha incanalato l’acqua che ha causato la frana, e coprire la parte più pericolante della frana con teli di plastica per evitare che la terra si inzuppi troppo con le piogge che continuano a cadere

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Prima riunione organizzativa – Salviamo AggioHouse

Martedì 11 Novembre, piove di nuovo su Genova e per la famiglia Cannatà ancora non si vede una speranza di inziare i lavori per rimuovere le frana. Il gruppo gruppo facebook in tanti giorni è cresciuto e molti amici hanno dato la disponibilità ad aiutare. Il crowdfunding lentamente aumenta il gruzzolo ma molto lentamente mentre le istituzioni tacciono. E’ arrivato il momento di incontrarsi per orgnizzare l’attività pratica ed accelerare le iniziative e coordinare le proposte.

Eccoci nella sede del gruppo scout GEXX! Tante idee e tante proposte e si comincia!

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La prima iniziativa è quella di darci un’immagine che ci rappresenti. Un rapido scarabocchio su un foglio, pensando ad una casa accogliente e che non vede l’ora di riabbracciare la famiglia che la abita.

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